Plateau Valle d’Aosta

Ho scelto cinque formaggi per farvi appassionare della Valle d’Aosta… cinque assaggi che raccontano storie di produttori unici e di animali allevati con passione! In pochi, ma significativi, “bocconi” passeremo dalla freschezza di una tometta morbida alla persistenza di un originalissimo blu di pecora, dedicando la giusta attenzione alla nostra regina: la Fontina d’alpeggio. Un crescendo di equilibrata complessità!

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1. Tometta fresca (Ayas)
Un sapore merito del buonissimo latte di partenza, delle vacche di razza Pezzata rossa valdostana allevate dalla famiglia Bagnod: leggermente acidulo in bocca e con buona persistenza nonostante la “giovane età”, perfetto per inizare una degustazione formaggesca.

2. Fontina dop d’alpeggio 2020 (La Salle)
Una bella passeggiata nel vallone di Planaval a La Salle e raggiungiamo il tramuto di “Les Eculés”, dove Mathieu Grosjean produce le sue Fontine durante la stagione estiva. La pasta, fondente in bocca, ha profumi e sapore straordinari che ricordano i pascoli d’alta quota, la frutta secca tostata…

3. Tronchetto di capra (Gignod)
La Petite Ferme produce questa meraviglia caprina dalla breve stagionatura, la cui struttura è morbida e cremosa, con profumi di sottobosco e funghi che colpiscono immediatamente. L’aspetto è invitante e la sua crosta rugosa ricorda lo stampo dove è stata posta la cagliata.

4. Coquadar stagionato 18 mesi (Cogne)
Avvicinandosi a stagionature più lunghe, ecco un formaggio dell’azienda Garin a latte crudo, dalla forma parallelepipeda quadrangolare (non così comune dalle nostri parti). La pasta è semidura… il dolce sapore originario assume nuove sfumature, con ricordi di liquirizia e persistenza notevole!

5. Blu di pecora (Ayas)
Chiudere con le gradevoli note di un blu ruspante è d’obbligo. Dai pascoli della Val d’Ayas giunge alle nostre tavole un erborinato a latte di pecora dal sapore intenso caratterizzato dalle note di penicillo. Riuscirà a sorprendere le nostre papille gustative?